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Comitato Opzione Donna Social: il punto post referendum

Comitato Opzione Donna Social - il punto al 5 dicembre 2016
Riprendiamo dal Comitato Opzione Donna Social la posizione della co-fondatrice Orietta Armiliato in merito alla situazione venutasi a creare dopo il referendum tenutosi nella giornata di ieri.

"Alla luce dei nuovi significativi fatti in atto sulla scena politica questo Comitato sceglie di astenersi da qualsiasi commento e posizione in virtù della propria connotazione apolitica ed apartitica ed in rispetto di ogni ideologia", ha spiegato Armiliato. "Pertanto, ogni commento o riferimento pro o contro le decisioni prese sia dal popolo sia dal Premier uscente, saranno cancellate. Seguiremo invece con attenzione ed oggettività l'evolversi delle situazioni correlate alla Legge di Bilancio 2017" ha quindi concluso la rappresentante della lavoratrici, "da domani in lavorazione al Senato".

Riforma pensino, le misure allo studio in manovra 2017

L'articolo di commento sulla relazione
dell'UpB sulle pensioni
Nell'ambito della riforma previdenziale "sono previste numerose norme che incideranno sui trattamenti dei futuri pensionati senza alterare il disegno generale dell’attuale sistema pensionistico e la sua sostenibilità nel lungo periodo". Le misure costeranno all'incirca 1,7 miliardi di euro. "Tuttavia, alcuni interventi più che raggiungere finalità di tipo pensionistico hanno caratteristiche settoriale e con finalità di tipo assistenziale". Lo si legge all'interno della nuova relazione pubblicata dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB) e presentata in audizione nella giornata di ieri da Presidente Giuseppe Pisauro. L'intervento è avvenuto davanti alla Commissioni bilancio di Camera e Senato, per le quali si è approfondito in via preliminare l'impatto dei provvedimenti previsti con la #Manovra 2017 in merito a ciò che concerne il triennio 2017 - 2019. Le principali novità oggetto di studio sono ovviamente quelle note alla cronaca: "si fa riferimento, in particolare, al potenziamento della quattordicesima, all’APE sociale, al pensionamento anticipato di lavoratori precoci e di coloro che svolgono attività usuranti".

Pensioni e Manovra 2017: la relazione dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio

La relazione redatta dall'Ufficio
Parlamentare di Bilancio

Audizione del Presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio nell’ambito dell’attività conoscitiva sul DDL recante bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2017 e bilancio pluriennale 2017-2019

(Si riporta lo stralcio della relazione redatta dall'UpB per il triennio 2017-19 riguardo gli interventi di riforma previdenziale).

Sulle pensioni "sono previsti numerosi interventi in materia pensionistica. Tra i principali: 1) l’aumento e l’estensione della cosiddetta quattordicesima dei pensionati; 2) l’incremento della notax area per i pensionati; 3) il cumulo dei periodi assicurativi senza oneri aggiuntivi per i lavoratori con anzianità contributive in più gestioni; 4) le agevolazioni per l’accesso al pensionamento dei lavoratori cosiddetti precoci e per quelli impiegati in lavori usuranti; 5) l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE); 6) l’anticipo pensionistico sociale (APE sociale); la previsione dell’ottava salvaguardia".

Misure in materia pensionistica

In questo ambito sono previste numerose norme che incideranno sui trattamenti dei futuri pensionati senza alterare il disegno generale dell’attuale sistema pensionistico e la sua sostenibilità nel lungo periodo. Tuttavia, alcuni interventi più che raggiungere finalità di tipo pensionistico hanno caratteristiche settoriale e con finalità di tipo assistenziale. Si fa riferimento, in particolare, al potenziamento della quattordicesima, all’APE sociale, al pensionamento anticipato di lavoratori precoci e di coloro che svolgono attività usuranti. Per tali misure non sembra emergere un disegno organico e non sembrano rispondere a finalità di razionalizzazione e di equità; andrebbero valutate in relazione alla legge delega sul reddito di inclusione sulla quale è in corso la discussione parlamentare. Per quanto riguarda l’impatto finanziario, rischi di valutazione emergono per l’APE in relazione al credito d’imposta riconosciuto a chi vi aderisce, commisurato all’ammontare degli interessi bancari e al premio assicurativo dovuti sull’anticipo ricevuto. In particolare, la legge di bilancio e la relazione tecnica non specificano le informazioni necessarie per valutare il grado di adesione all’anticipo ipotizzato, quali la misura del tasso di interesse, del premio assicurativo e degli altri oneri di gestione. 

Se dovessero essere confermate le ipotesi dei documenti di lavoro governativi (tasso di interesse bancario del 2,5 per cento e premio assicurativo up-front del 29 per cento del capitale preso a prestito), le condizioni di onerosità dovrebbero mantenere a livelli modesti la platea degli effettivi aderenti. La misura presenta due elementi di rigidità che potrebbero essere affrontati in sede di discussione parlamentare: 1) il ripagamento del prestito decorre necessariamente dal compimento dei requisiti per il normale pensionamento di vecchiaia, implicando che nei casi in cui tra la data di accesso all’APE e quella del pensionamento di vecchiaia si perfezionino anche i requisiti per il pensionamento anticipato, il rimborso del prestito non possa attivarsi subito; 2) il versamento in un’unica soluzione della contribuzione volontaria del datore di lavoro a favore del dipendente che sceglie l’APE, anziché mediante, ad esempio, più favorevoli versamenti mensili.

Per quanto riguarda invece l’APE sociale – che, a differenza dell’APE, non si appoggia al sistema bancario – e le misure che riguardano il pensionamento anticipato per i lavoratori precoci e le agevolazioni per quelli che prestano attività usuranti sono previsti tetti annuali diretti o indiretti (mediante utilizzo del fondo istituito con la L. 247/2007) di spesa. Viene specificato che dai primi due provvedimenti non nascerebbe, secondo la relazione tecnica, un diritto soggettivo ma piuttosto un beneficio condizionato a un limite di spesa massima programmato e garantito da un meccanismo di salvaguardia che prevede eventualmente il posticipo della decorrenza del trattamento. Sebbene le risorse aggiuntive siano allineate alle esigenze stimate dalla relazione tecnica, potrebbero verificarsi trattamenti diseguali per cittadini che condividono le medesime condizioni di eligibilità. Si tratta di un aspetto di debolezza già riscontrato nell’ambito delle norme relative alla salvaguardia degli esodati, anche se fino a ora non ha dato luogo a razionamenti perché il finanziamento del programma è risultato sempre capiente, anche grazie a spostamenti di risorse tra categorie di salvaguardandi. È rilevabile inoltre una possibile sovrapposizione tra i destinatari dell’APE sociale e quelli dell’ottava salvaguardia. Il disegno di uno strumento unico avrebbe potuto aumentarne l’efficienza e la trasparenza.