Whistleblowing: passa la legge, ecco tutto quello che c'è da sapere

Whistleblowing: che cos'è e come funziona
15/11/2017, Milano - Nella giornata di oggi è passata la cosiddetta legge sul whistleblowing, un termine che a prima vista potrebbe essere di difficile comprensione. Nella pratica, il nuovo impianto normativo prevede di tutelare gli "autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato".

La legge punta cioè a sostenere chi denuncia situazioni di corruzione o di illegalità, andando a costruire un'importante misura di sostegno per la diffusione di maggiore trasparenza e senso civico nei luoghi di lavoro. Tanto che il provvedimento ha raccolto un consenso molto largo tra le diverse forze politiche.

Whistleblowing: il significato del termine 

Il termine Whistleblowing in lingua inglese significa "soffiatore di fischietto", ma la traduzione corrente potrebbe essere più vicina al termine "segnalatore" o "gola profonda". Il whistleblower è quindi il segnalatore che mentre svolge i propri compiti lavorativi diventa consapevole di una situazione di frode o anche di un semplice pericolo di danno per l'ente pubblico o per l'azienda privata per la quale lavora.


Come funziona la nuova legge sul whistleblowing

La nuova legge crea uno scudo legale nei confronti del segnalatore, che di conseguenza non potrà  più essere oggetto di ritorsioni, come ad esempio il licenziamento (visto che viene previsto il reintegro in tale evenienza), ma anche il semplice demansionamento o trasferimento.  A maggior tutela del whistleblower si registra inoltre l'inversione dell'onere della prova, pertanto dovrà essere il datore di lavoro a dover dimostrare l'insussistenza della segnalazione.

1 commento:

  1. Finalmente si ripristina una tutela, dopo che tante ne sono state soppresse

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