Riforma pensioni, ecco il nuovo ordine del giorno in arrivo dalla Cgil sul pacchetto previdenziale

Riforma pensioni, ultime novità ad oggi 8 novembre 2016

Ordine del giorno su Confronto con Governo e Sistema Previdenziale 

(Si riporta in favore dei lettori la trascrizione dell'ordine del giorno rilasciato dalla Cgil il 7 novembre 2016, in merito al confronto sulla riforma previdenziale avvenuto con l'esecutivo).

Il Comitato Direttivo della Cgil, valuta positivamente la scelta di aver determinato un giudizio articolato anche nella definizione del verbale di sintesi del confronto sulle pensioni. Distinguendo così tra i primi risultati ottenuti sulla piattaforma Cgil, Cisl, Uil, e le scelte del Governo che nei fatti negano la flessibilità in uscita ed inseriscono “strumenti finanziari” nel sistema previdenziale pubblico. Vanno ascritte ai risultati positivi, l'unificazione della notax area, l'aumento e l’estensione della platea delle 14e, legate alla storia contributiva. 

E' questo un risultato necessario dopo anni di non rivalutazione delle pensioni che deve trovare il suo completamento in un sistema stabile di rivalutazione. Così come sono positive le soluzioni individuate sulle ricongiunzioni contributive, l’eliminazione strutturale delle penalizzazioni sulle pensioni di anzianità, il cambiamento della legge sui lavori usuranti per renderla fruibile, insieme alla cancellazione della finestra mobile e dell’attesa di vita. Se aver introdotto 41 anni di contributi come riferimento per l'anzianità è senz'altro positivo, il capitolo precoci è certamente lontano dall'obiettivo che ci eravamo proposti, e soprattutto distante dalle aspettative suscitate. Infatti pur avendo determinato un'area di lavori gravosi ampia, ancora tanta strada serve fare per affermare che i 41 anni sono sufficienti per il riconoscimento della pensione di anzianità. 

L'introduzione del concetto di lavoro gravoso (faticoso) è frutto della nostra iniziativa ed è importante l'obiettivo di trovare criteri rigorosi per definirli con l'obiettivo di ottenere l'anzianità e la flessibilità in uscita tenendo conto delle condizioni di lavoro. Questo riferimento legato all'APE sociale, (come più volte detto un “super-ammortizzatore” per affrontare alcune emergenze), è stata però resa molto labile dall'introduzione dei 2 vincoli (36 anni di contributi e 6 anni di consecutività), che diminuiscono di molto, a nostro avviso, la platea potenziale. Nel dibattito parlamentare chiederemo di ridurne i vincoli. L'APE generale, pur introdotta in via sperimentale e su cui ribadiamo la nostra contrarietà, invece continua ad avere le caratteristiche di uno strumento finanziario che scarica sui pensionandi le sbagliate rigidità del sistema. 

Sulla fase 2, riaffermiamo che i titoli sono utili e necessari per ricostruire una prospettiva previdenziale per i giovani e i lavoratori discontinui a partire dalla pensione di garanzia. Nulla possiamo dare per scontato, se non che un intervento sul sistema previdenziale che non affronti il futuro non potrebbe che rendere instabile il sistema. Proprio in ragione degli impegni che ci aspettano, in coerenza con la piattaforma Cgil, Cisl, Uil e gli obiettivi da conquistare di modifica della Legge Fornero, la Cgil impegna tutte le sue strutture ad una campagna di assemblee che oltre ad informare sul verbale di sintesi, articoli il giudizio e costruisca le condizioni di prosecuzione della vertenza anche in relazione alla flessibilità in uscita. Roma, 7 novembre 2016

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