Le ultime novità sulle pensioni ad oggi mercoledì 6 giugno 2018 vedono rimarcare nel programma di Governo l'abolizione dei vitalizi ed il superamento della legge Fornero. A tale proposito, continua a proseguire anche la discussione sulla flessibilità previdenziale ed in particolare sulla Quota 100. Nelle scorse ore è infatti emerso un possibile vincolo anagrafico che è stato oggetto di diverse critiche, sia da parte dei nostri lettori che dalla politica. Infine, dai sindacati si torna a chiedere di abbassare l'imposizione su lavoro e assegni pensionistici. Vediamo insieme tutti i dettagli nel nostro nuovo articolo di approfondimento.
Castelli (M5S): stop ai vitalizi ed agli assegni d'oro
Dal Movimento 5 Stelle arriva una nuova presa di posizione in merito alla vicenda dei vitalizi ed alla loro abolizione. "Lo stop ai privilegi, il taglio ai vitalizi e alle pensioni d'oro sarà una delle priorità immediate della nostra azione politica, insieme al reddito di cittadinanza e al superamento della Legge Fornero, perché il benessere dei cittadini è questione che deve interessare tutti". Lo ha ribadito l'On. Laura Castelli (M5S), affermando che il nuovo governo del cambiamento porterà ad una rivoluzione di metodo e ad un cambio di passo, perché la politica "finalmente torna ad ascoltare il Paese".
On. Rizzetto (Fdi): su quota 100 serve una modifica al paletto dell'età anagrafica
"Viaggiando in treno stavo riflettendo sulla proposta del Ministro del Lavoro su #Q100 ovvero andare in pensione con 64 anni ed almeno 36 di contributi (64+36=100). Lo ritengo un passaggio virtuoso ma serve una modifica rispetto al “paletto” dell’età anagrafica". Lo evidenzia l'On. Walter Rizzetto, spiegando che a causa del vincolo "i cosiddetti lavoratori precoci si vedranno allontanare l’età pensionabile". Al contrario, secondo il parlamentare "la vera proposta innovativa dovrebbe essere, stante il sistema contributivo il quale, secondo me, creerà disagi enormi tra 25, 30 anni soprattutto per i trattamenti più bassi, esentata da paletti in termini di età anagrafica. Allo stesso modo serve eliminare il parametro della “aspettativa di vita”, vero grimaldello in mano a Istat e quindi alla Politica". In conclusione, l'esponente della Commissione lavoro ha sottolineato che "una persona, dopo 40 o 41 anni di lavoro, sudore e contributi, possa andare a riposo (almeno quelli che lo vogliono)".
Barbagallo (UIL): ridurre le tasse a lavoratori e pensionati
"Per rilanciare l'economia del Paese, occorre innanzitutto ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati perché su queste categorie grava un peso fiscale superiore alla media europea, mentre il livello dei salari e delle pensioni è inferiore alla media europea". Lo afferma il Segretario Generale della UIL Carmelo Barbagallo, commentando il discorso di presentazione del programma di Governo del nuovo Premier Conte al Senato. Secondo il sindacalista, è importante dire basta all'austerità e "proseguire nell'opera di modifica della Fornero nella quale abbiamo già aperto una breccia grazie alla nostra azione sindacale messa in atto nei due precedenti anni".
Damiano (PD): la Quota 100 parta dai 63 anni
L'ex Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano è tornato a fare il punto della situazione in merito alla proposta governativa di flessibilizzare il sistema pensionistico tramite l'avvio della Q100. "Sono d'accordo con Renata Polverini: Quota 100 va sostenuta, ma a condizione che parta almeno dai 63 anni", spiega l'esponente democratico. Secondo Damiano, bisogna anche fare in modo che "l'Ape sociale non venga abolita, ma resa strutturale, e che venga messa in cantiere la nona e ultima salvaguardia degli esodati".

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