Pensioni, ultime news al 7/06 su Quota 100, Quota 41 e assegni d'oro

Pensioni: la battaglia sui conti e le stime di spesa tra i 5 ed i 9 miliardi di euro

Il vero nodo da sciogliere in merito alla flessibilità previdenziale sembra ormai diventato quello dei costi effettivi da sostenere per poter avviare le misure previste all'interno del contratto di Governo, ovvero la quota 100 a partire da 64 anni di età e la quota 41,5 senza altri vincoli ma con un ricalcolo contributivo per quanto riguarda i versamenti dal 1996 al 2012. Da quanto emerge, dovrebbero però esserci alcuni limiti dal punto di vista dei contributi figurativi, che potrebbero essere considerati in misura limitata (si parla di massimo due anni). 
"Le nostre misure costano anche meno di 5 miliardi" di euro, ha evidenziato Alberto Brambilla, esperto di settore ed esponente leghista. "Saranno considerate la maternità e l'anno di militare, ma penso che per quanto riguarda la cassa integrazione, la disoccupazione, la malattia, i permessi e le altre questioni vadano considerati al massimo due anni di contribuzione figurativa". Nonostante ciò, non tutti sono convinti delle proiezioni di costo. Il consulente dell'esecutivo risalente alla passata legislatura Stefano Patriarca ha infatti stimato il costo dell'operazione in un range che va dai 9 ai 12 miliardi di euro. Costi ai quali si aggiungerebbero elementi di iniquità, visto il ricalcolo contributivo delle quote.

Parrini (PD): ci si prepara a dare più soldi ai pensionati abbienti

"Ieri in Senato, probabilmente senza rendersene conto, il Presidente del Consiglio ha preparato il terreno per dare più soldi ai pensionati più abbienti". Lo afferma il Sen. Dario Parrini (PD), spiegando che l'intervento proposto sulle pensioni d'oro (sopra ai 5mila euro al mese) si prospetta per circa 30mila pensionati (su 16 milioni) e con un risparmio di 100 milioni l'anno (senza un reale contributo sul finanziamento sostanziale delle riforme)". Infine, "se, oltre a questa misura, si introducesse la flat tax, come è scritto nel programma di governo, il saldo tra i due provvedimenti porterebbe ad un aumento del reddito disponibile dei pensionati d'oro (avete letto bene: aumento), non ad una sua significativa diminuzione", visto che "il regalo fiscale per loro supererebbe il giro di vite".

Fondi pensione: nel 2050 le pensioni ci verranno pagate da un fondo americano

"Tra poco più di 30 anni le nostre pensioni potrebbero essere erogate da un fondo privato americano". È quanto afferma la giornalista Barbara D'Amico all'interno di un articolo sulla previdenza integrativa pubblicato su Wired. Nell'approfondimento si fa riferimento in particolare ai PEPP, ovvero ai fondi europei caratterizzati da regole comuni e dalla portabilità all'interno dell'Unione in caso di mobilità lavorativa. Un impulso verso un sistema misto con la consapevolezza che in futuro il pubblico non riuscirà a sostenere gli assegni dei millenials di oggi.



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