Riforma pensioni, il Brasile scende in piazza

Riforma pensioni: nuove proteste in Brasile
Dall'estero arrivano nuovi aggiornamenti sulla riforma delle pensioni in via di attuazione in Brasile. Nella giornata di oggi entra infatti in vigore il provvedimento di austerità deciso dal Governo per garantire la sostenibilità del sistema. Misure che hanno portato decine di migliaia di persone a scendere in piazza in tutte le principali città del Paese.

Oltre al comparto previdenziale, al centro delle proteste anche le privatizzazioni che dovrebbero essere avviate a breve, a cui si affianca la nuova legge sul lavoro risalente allo scorso mese di luglio. Quest'ultima prevede un allentamento delle tutele e maggiore flessibilità per i datori di lavoro.

Nel complesso, le riforme del lavoro e della sicurezza sociale hanno suscitato la preoccupazione dei lavoratori e dei sindacati soprattutto in merito al cambiamento del potere negoziale tra datore di lavoro e dipendente, andando a modificare un insieme di regole e tutele previste sin dal 1943.

Riforma pensioni e lavoro in Brasile: lo scontro di opinione tra Governo e sindacati


Il presidente del sindacato UGT (Unione generale dei lavoratori) Ricardo Patah ha spiegato le rivendicazioni delle parti sociali esponendo le gravi preoccupazioni per il futuro. "Vogliamo costruire qualcosa di equilibrato mentre questa riforma è essenzialmente business. Non abbiamo nulla contro gli imprenditori, ma non c'è alcun articolo che si focalizza sulle tutele sociali".

Secondo il Presidente Michel Temer, fautore della riforma, le misure economiche "hanno migliorato il clima degli affari con iniziative di deburocratizzazione nei settori agricolo, servizi, vendita al dettaglio e commercio estero" ed hanno favorito "il ripristino della responsabilità fiscale e della crescita economica". Si tratta di obiettivi importanti e grazie ai quali, secondo l'esecutivo, si sono aumentare le risorse destinate all'area sociale.

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